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Il caso Rupnik e la sinodalità.


Il Sinodo digitale manifesta massima solidarietà e vicinanza alle donne vittime di abusi nel caso #Rupnik, ringraziandole per il loro servizio alla Verità e ricordando che non c'è sinodalità nella #Chiesa senza #Verità.


Per questo motivo auspico ci si metta in cerchio e si ascoltino le vittime, si ascolti il disorientamento di tutti/e coloro che cercano di comprendere quanto accaduto, si diano risposte chiare di verità e giustizia alle vittime e alle realtà ecclesiali e religiose ferite. Per tutti/e coloro che oggi si pongono domande sull'arte, spiritualità e teologia di #rupnik e si sentono disorientati/e credo che la sinodalità sia un antidoto prezioso per evitare strumentalizzazioni ideologiche del caso e la tentazione delle opposte fazioni.


Si condivida, dunque, nelle proprie comunità, anche religiose, nelle parrocchie, nei propri gruppi, nelle proprie reti relazionali ed ecclesiali ciò che si pensa e prova, anche emotivamente, sul caso #rupnik per cercare, trovare e servire insieme la #Verità.


Camminare insieme significa ascoltarsi per condividere una meta che è il Vangelo. Non si tema di mostrare la propria fatica di comprensione, la fatica di guardare i mosaici di #rupnik, ad ascoltare le sue omelie o catechesi fino alla fatica di credere alle vittime stesse.


Condividere quanto ci si sente feriti dal caso #rupnik aiuta la Verità ad emergere ed aiuta tutti i credenti che hanno desiderio di farlo a sentirsi parte e responsabili attivi di un percorso di riforma della Chiesa stessa.

 
 
 

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